Aeromodellista tipo: l’Elicotterista.

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Caro lettore, eccomi qui col nuovo capitolo della saga ‘Aeromodellista tipo’. Se ti stai domandando il perchè abbia scelto di scrivere questo pezzo, ti rispondo subito: recentemente sono stato accusato di non aver mai trattato l’argomento Elicotteristi, quasi come io volessi snobbare la categoria. Tutto vero, faccio mea culpa; ho dunque colto la palla al balzo e deciso di scaricare un po’ delle mie frustrazioni giornaliere anche su di essi.

Aeromodellista Tipo: l’Elicotterista.

Per spiegare chi è l’elicotterista bisogna aprire la propria mente perchè non è così semplice come sembra. Devo necessariamente partire da qui.

Erano i primi mesi di maggio e la stagione di volo era esplosa in tutto il suo splendore; non c’era domenica mattina che non fosse dedicata ai miei modelli. La pista della Stacca a Castegnato brulicava di aeromodellisti tipo, dal principiante, al fenomeno, dal pensionato al forumista.

Il fervore di quei momenti esacerbava nei discorsi che si sprecavano nei meandri dei box. Il fenomeno che perculava il principiante; il forumista che si appostava nell’attesa di carpire qualche informazione; il pensionato che mostrava con orgoglio le sue sette dita ancora intatte e raccontava come avesse perso le altre 3; il turbinaro che limonava con la moglie mentre avviava la Jetcat P160. Uno spettacolo.

Fino a quel giorno. Lo ricordo perfettamente, ce l’ho ancora nelle orecchie, fin dall’accensione, era sempre lo stesso suono.

Peeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee… Non cambiava mai, stessa tonalità, stessa invadenza delle trombe di eustachio, stesso fastidiosissimo turbamento della serenità domenicale.

Paolo si chiamava, era il nuovo socio del campo, un ragazzo alto e magro che mai avevo visto prima. Si era presentato ai soci accompagnato dal negoziante locale, un tipo che sarebbe in grado di vendere il ghiaccio agli eschimesi e che gli promise che lo avrebbe fatto diventare un elicotterista. Maledetto.

Peeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee… L’Os .60 del suo Raptor era nuovo di pacca. Quando lo scoprii avrei voluto mangiarmelo. Si perchè aveva deciso di venire al campo a fare 4/5 serbatoi di rodaggio. 4 ore e mezza con il ronzio di una zanzara nelle orecchie, non c’era mano che potesse scacciarlo, non c’era Autan che potesse fermarlo. Ed il fumo, bianco e denso, ricco di nitro, che mi aveva impuzzato perfino le mutande.

Non un grande approccio.

Ho sperato fino all’ultimo di non ritrovarmelo al campo la settimana dopo. Errore. Arrivai alle 8:30 circa, lui era già li, in mezzo alla pista ed a poca distanza il suo Raptor in moto. Di fianco il negoziante che lo istruiva.

Alle 9:20 avevo finito di montare il mio Yak 54 della Rcs motorizzato Os 160 Fx. Rcs era un produttore poco conosciuto ma che con quel modello ci aveva proprio azzeccato. Non so nemmeno se esiste ancora.

Ero pronto a volare, le dita sgranchite, la radio ben salda al collo. Lui però era ancora li. Da un’ora l’istruttore cercava di spiegargli come il passo dell’elica agisse sulla capacità dell’elicottero di prendere o perdere quota e che non contasse il regime di giri del motore.

Ti rendi conto? Un personaggio che non aveva la benchè minima idea di cosa fosse il volo, iniziava la sua avventura cercando di capire come si potesse alzare da terra il suo elimodello.

Allo scoccare dell’ora, il timpano intorpidito mi aveva causato qualche vertigine.

Eh, vaglielo a spiegare che sarebbe stato meglio iniziare con un aereo di carta. Eh no, l’elicotterista di nascita non vuole saperne degli aerei, lui mira subito al bersaglio grosso. E’ umile come Renzi quando dice che l’Italia è ripartita. Si, è ripartita per andare al cesso caro mio.

Torniamo a noi.

Dopo mesi e mesi di simulatore, lezioni private, corsi al Cepu e abilitazioni Enac, l’elicotterista che non ha iniziato con gli aerei riesce a malapena a decollare, spostarsi a destra, sinistra, avanti ed indietro. Vorrei sapere cosa lo spinge a non buttare all’aria tutto.

Per colpa sua 3 soci hanno cambiato campo di volo, 5 hanno perso l’udito all’orecchio sinistro e 1 ha rischiato di morire perchè a causa della nitro sui vestiti, fumando una sigaretta, ha preso fuoco.

I produttori di elicotteri dovrebbero scriverlo chiaramente sulle scatole di montaggio: “SE NON SAI PILOTARE UN AEROMODELLO, STAI FACENDO UNA CAZZATA A COMPRARMI”.

Ma poi grazie al cielo qualcuno ce la fa ed allora si che la cosa si fa interessante; modelli meravigliosi, tecnologia all’avanguardia, uno spettacolo dal realismo impressionante.

Fino al giorno in cui l’Elicotterista non si imbatte nella parola più agghiacciante, la frase che pervaderà la sua mente per il resto dei suoi giorni: il volo 3D.

Mannaggia a te pilota 3D che mi fai venire i crampi allo stomaco ogni volta che ti vedo volare! Sono terrorizzato da quelle manovre scattanti e repentine, da quelle pale che affettano l’aria sprigionando echi che sembrano provenire da un macelleria. Abbi pietà di quel modello!

Le dita sugli stick si muovono all’impazzata; è quasi impossibile credere che siano coordinate. Eppure il volo è spettacolare, suggestivo, al limite del temerario!

Che mondo strano; mesi passati a fare pratica perchè l’elicottero possa volare dritto ed anni spesi per imparare a farlo volteggiare come fosse una zanzara impazzita.

Chissenefrega. E’ spettacolare e a me gasa da matti.

fine

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A Cura di Giosuè Garofalo. Amo il volo e l' Aeromodellismo ma ancora di più lo SHOW che questa grande passione porta con se!

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