Aeromodellista Tipo: Il Pilota 3D.

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Tutta colpa di quel maledetto cappellino. Si, di quel cappellino e di voi untori del virus del volo 3D. La voglia di fare lo stesso, di poterlo sventolare di fronte ad un pubblico gremito. Non hai capito con chi ce l’ho? Silvestri, Benincasa, Paysan-Le Roux, Bill Hemple e tutta la schiera dei primi piloti di Freestyle, quelli che hanno elevato il volo acrobatico Rc all’essenza dell’arte.

Aeromodellista Tipo: Il Pilota 3D.

Ho l’immagine di quel cappellino che sventola fra le loro mani alla fine di ogni volo come a dire: “Anche per oggi lo spettacolo è finito, andate in pace“. Ma sia chiaro, non perchè mi sentissi inferiore, ma perchè la reazione che scatenava in me era:”Ce l’ha fatta lui, perchè non dovrei farcela anche io?“.

L’esplosione del loro talento ai comandi di maximodelli ipermotorizzati nei primi video caricati su Youtube mi teneva al pc per ore. Estasiato. Vabbeh, lasciamo perdere me, parliamo di cose serie. Il pilota 3D come categoria nasce dalla necessità dell’uomo di esternare la propria virilità anche al campo di volo. Di dimostrare a se stesso ed agli altri quanto è bravo con quegli stick. Peccato che al campo non ci sia mai nemmeno uno straccio di gnocca con cui potersi fare bello. A parte qualche rarissima eccezione, ben che vada, puoi trovarci la moglie di un qualche pensionato; oh, sono di manica larga, ma le Granny anche no.

Andiamo per ordine. Quando il pilota 3d si accorge di avere del talento inizia a prenderci gusto e lo vedi subito. Da quel momento in poi l’unico parametro per cui ritiene buono un aeromodello sta nelle dimensioni delle parti mobili; quanta più ala viene mangiata dagli alettoni quanto più il modello è quello giusto. State pronti perche a breve uscirà l’Extra 300 ALL 3D dove l’ala è tutta mobile e ruota attorno alla baionetta con un unico servo da 100Kg di spinta dentro la fusoliera. Roba che i fratelli Wright si stanno rivoltando nella tomba.

Il pilota 3d spende un sacco di tempo ogni giorno davanti al simulatore… tutto il resto è tempo perso. Eh ma qui casca l’asino; il 90% dei piloti che si definisco ‘piloti 3d’ affermano di riuscire a fare tutto al simulatore. Già ma al campo li hai mai visti? NO! Sono cosiddetti ‘piloti 3d cantastorie’. Creature buone ma che vivono in un universo parallelo e se assecondati non sono pericolosi… ah no scusa, sono pericolosi quando volano.

Il VERO pilota 3d sa perfettamente che il suo genio sarà perlopiù incompreso: “Oh fa proprio cagare quel modello li! Non vola dritto!” E’ il commento più carino che si sente rivolgere al campo di volo quando la setta dei pensionati si riunisce a comandare. Poi crasha. Spesso e volentieri. Ma è un tipo tosto, pensa già ai prossimi alettoni… pardon, il prossimo aeromodello da comprare.

Quando arriva al campo di volo ha la smania di montare il modello e volare, manco in pista ci fosse Rihanna in perizoma. Per questo il pilota 3d è l’eccezione che conferma la regola. “tira più un pelo di … che un carro di buoi ” per lui è stato modificato in: “Tira di più un DA usato che un DLE nuovo”.

Il volo è una formalità; decollo, coltello, lopping a coltello, scivolata d’ala, vite rovescia, richiamo, harrier asse pista, smotorata per girarsi, ripercorro asse pista in rolling harrier così via fino all’atterraggio. Ah dimenticavo; obbligatorio il cappellino che sventola. Rientra al box e la prima domanda dagli spettatori è: “il tunnel carpale chi te l’ha operato? Uno buono no?Domanda lecita dai! Ha smanettato su e giù il gas per 9 minuti di fila cacchio. Che l’ultima volta che ha smanettato così ha perso 3 decimi di vista.

Torniamo seri. Certo sono strani questi piloti 3D ma in fondo è normale, sono artisti, e chi non lo è ancora sta cercando di diventarlo. Oltre che ai pollici ed una buona dose di palle ci vuole una grande fantasia per volare al ritmo di musica. Ci riescono e ti lasciano senza fiato.

Non accontentiamoci di farli applaudire dai pensionati o dai 4 soci che incrociamo la domenica al campo. Questi (e non solo loro) meritano tutta l’attenzione del mondo perchè in questa categoria non c’è solo il TALENTO, ci sono ore di allenamento, di passione, di dedizione, cura dei dettagli, coraggio e voglia di migliorarsi. La ricetta per una disciplina che anche al di fuori di noi aeromodellisti merita più considerazione.

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adminaero

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A Cura di Giosuè Garofalo. Amo il volo e l' Aeromodellismo ma ancora di più lo SHOW che questa grande passione porta con se!

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